STROMBOLI – Non è la prima volta che il mare reclama il suo spazio, ma stavolta il colpo è stato più duro del previsto.
Dopo le violente mareggiate degli ultimi giorni, il “Pertuso”, lo storico scalo di Ginostra, e il molo della protezione civile sono tornati al centro di un’emergenza che sa di isolamento forzato.
Le autorità hanno disposto l’interdizione agli approdi, rendendo di fatto impossibile il collegamento regolare con gli aliscafi e le navi di linea. Una decisione inevitabile, dettata dai danni strutturali e dai detriti accumulati, ma che lascia i pochi abitanti del borgo in una condizione di estrema vulnerabilità.
Ginostra non è un luogo come gli altri. Incastonato sul versante occidentale di Stromboli, è un borgo raggiungibile solo via mare. Qui non ci sono auto, non ci sono strade che portano dall’altra parte dell’isola: solo mulattiere e il rumore del vulcano.
Il danneggiamento del molo non è quindi un semplice disagio logistico, ma un vero e proprio blocco vitale. Senza l’approdo sicuro:
-
Si interrompe il rifornimento di generi alimentari e beni di prima necessità.
-
Il servizio postale e sanitario subisce pesanti rallentamenti.
-
Il turismo, polmone economico della zona, resta al palo proprio quando le giornate iniziano a farsi più lunghe.
La comunità locale, abituata a convivere con i capricci di “Iddu” (il vulcano) e del mare, non nasconde la preoccupazione. Sebbene la resilienza sia parte del DNA di chi sceglie di vivere a Ginostra, la richiesta che sale dalle stradine di pietra è chiara: interventi strutturali e non solo tamponi emergenziali.
Ogni tempesta che rende inagibile il molo solleva la stessa domanda: quanto può resistere una comunità se il suo unico cordone ombelicale con il mondo viene tagliato ogni volta che il vento cambia direzione?
Al momento sono in corso le valutazioni tecniche per quantificare i danni e programmare lo sgombero dei detriti e il ripristino delle condizioni di sicurezza. La speranza è quella di una riapertura rapida, ma il meteo continua a essere l’incognita principale.
Fino a quando il molo resterà interdetto, Ginostra rimarrà quella che è sempre stata nei secoli, ma con un pizzico di amarezza in più: un’isola nell’isola, bellissima, selvaggia e, purtroppo, terribilmente sola.









